Per farsi sentire ci vuole unità

L’unità? Una necessità.

Lo era ai tempi di Garibaldi e Mazzini e lo è anche oggi nel comparto immobiliare italiano. Un paragone che non regge? Parliamone. Per fare cose grandi bisogna stare uniti. Erano in mille ed hanno fatto l’Italia. Siamo il 10% del PIL e non riusciamo a fare “Rete”. Una rete adeguata agli standard del RealEstate mondiale, che risponda alle necessità degli investitori, esteri e non, e permetta la ripresa.

E allora cosa si può fare?

“Bisogna fare le cose bene – dichiara Guglielmo Pelliccioli, editorialista di Quotidiano Immobiliare – divulgare notizie e informazioni”.

Secondo Piergiulio Dentice di Accadia, gestore fondi Cordea Savills sgr, “dobbiamo puntare sulla qualità, portando un po’ di made in Italy nel prodotto immobiliare. Bisogna raccontare storie di successo”.

Proposte, quelle dei due conversatori, che innescano nella platea grande fermento.

“Bisogna ricercare il bello – dichiara Giovanni Verga, assessore uscente alla Casa – perché il bello è anche il bene, perché la qualità ‘paga’”. “C’è poi bisogno di etica, di trasparenza – aggiunge l’avvocato Marco Rota Candiani di Lovells – perché l’Italia, vista da fuori, è un paese fatto di individualitàformidabili non supportate da un ‘sistema paese’ adeguato”.

“Ma serve qualcosa in più – conclude Pelliccioli – servono creatività e innovazione. Associazioni che riuniscano giovani che si siano distinti per i meriti e per l’impegno profuso nel rinnovamento del settore, perché dalla crisi si esce anche con la fantasia dei giovani!

Per farsi sentire ci vuole unità

Questo articolo è stato scritto il 1 luglio 2011 at 15:32. RSS feed for this post.

timeline

Comments are closed.